OGNI LUNEDI’ dalle 19:00 alle 19:30 in una sala virtuale.

Accompagno studentesse e studenti in meditazioni pensate per regolare l’attenzione, aumentare la chiarezza mentale e sviluppare uno studio più consapevole ed efficace.

Per maggiori informazioni su come collegarti e come aggiungerti alla comunità di pratica puoi contattare Simone: +39 3482665623

Per collegarti alla sala virtuale di meditazione su Zoom: https://us06web.zoom.us/j/83557270503?pwd=aGewBGNzncip21AGHHro3j3uHSdBTr.1

ID riunione: 83557270503; Codice accesso: 123456

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Meditazioni guidate

La meditazione sul respiro aiuta a rallentare e a calmare una mente agitata o sovraccarica. Portando gentilmente l’attenzione al ritmo naturale del respiro, possiamo lasciare che pensieri, tensioni e preoccupazioni si acquietino gradualmente. Bastano pochi minuti per fermarsi, ritrovare un po’ di calma e prepararsi allo studio con una mente più quieta e presente.

Dedicare anche solo pochi minuti al giorno alla meditazione sul respiro significa allenare la mente a essere più attenta, spaziosa e presente.

L’attenzione è una capacità fondamentale per lo studio e, come ogni capacità, può essere allenata. In questa meditazione utilizziamo il respiro come oggetto su cui mantenere l’attenzione. Quando la mente si distrae, ce ne accorgiamo e la riportiamo gentilmente al respiro. È proprio questo continuo accorgersi e ritornare che costituisce l’allenamento: lo stesso movimento che possiamo imparare a fare quando, studiando, la mente si allontana dal libro, da un problema o da un esercizio.

A volte la mente ci sembra già piena: di pensieri, informazioni, preoccupazioni e cose da fare. Questa meditazione ci invita a sperimentare la mente-cuore come uno spazio ampio, capace di accogliere ciò che arriva senza esserne sopraffatto. Possiamo allora immaginare anche ciò che studiamo come qualcosa che entra in questo spazio e trova il proprio posto. Non dobbiamo riempire la mente: possiamo creare le condizioni perché sia aperta, ricettiva e disponibile ad accogliere qualcosa di nuovo.

Quando studiamo è importante essere consapevoli dello stato della nostra mente-cuore (una mente cognitiva e un cuore emotivo). Possiamo farlo imparando a riconoscere quali impedimenti sono presenti e come affrontarli. I cinque impedimenti sono: il desiderio sensoriale (ho fame e sento l’urgenza di mangiare); il torpore (ho la mente assonnata e non riesco a studiare); l’avversione (sono arrabbiata con il mio ragazzo che non mi ha ancora scritto); l’irrequietudine (voglio muovermi, mi sembra di impazzire stando qui ferma); il dubbio e la confusione (sto studiando bene? Mi sembra di non capire niente). Per ognuno di questi impedimenti esiste un rimedio. La meditazione ci aiuta a riconoscerli, a comprenderli e ad affrontarli, rendendo la nostra mente più calma e disponibile allo studio.

La ricerca scientifica distingue due principali modalità di meditazione: Focused Attention (FA) e Open Monitoring (OM).

La FA (attenzione focalizzata) consiste nel dirigere volontariamente l’attenzione verso un oggetto, per esempio il respiro, e mantenerla su di esso. Quando la mente si distrae, riconosciamo la distrazione e riportiamo l’attenzione all’oggetto. In questo modo alleniamo la concentrazione, l’attenzione sostenuta e il controllo attentivo. La OM (monitoraggio aperto) consiste invece nel mantenere una consapevolezza aperta a ciò che emerge nell’esperienza: pensieri, emozioni, sensazioni corporee e stimoli esterni. Non ci focalizziamo su un unico oggetto, ma osserviamo ciò che accade senza giudicare, reagire automaticamente o identificarci con i contenuti mentali.

La FA sviluppa soprattutto la stabilità dell’attenzione; la OM favorisce la metaconsapevolezza, l’equanimità e la capacità di non essere trascinati dai pensieri.

Le due pratiche sono complementari e possono essere integrate nello stesso percorso meditativo.

Q&A

1. Quanto dura un incontro?

30 minuti

2. Quanto costa partecipare?

Non costa nulla. La partecipazione è gratuita

3. Devo partecipare ogni settimana o posso anche fare solo una prova?

Puoi anche partecipare una sola volta per provare, oppure venire quando vuoi. Non è richiesta una partecipazione continuativa, anche se la regolarità aiuta a sviluppare la pratica

4. Gli incontri si tengono online o dal vivo?

Gli incontri si tengono online. Non è necessario intervenire: puoi semplicemente collegarti e seguire la meditazione guidata

5. Chi guida le sessioni di meditazione?

Le sessioni sono guidate da Lorenza Corti, professoressa universitaria e insegnante di meditazione. Maggiori informazioni su www.lorenzacorti.com

6. Cosa si fa concretamente durante un incontro?

Si medita insieme per 30 minuti. Al termine della pratica si apre un breve spazio per eventuali domande rivolte all’insegnante

7. Non riesco a essere presente il lunedì alle 19: come posso fare?

Puoi praticare individualmente utilizzando le meditazioni guidate disponibili nella pagina dedicata a Studenti in Meditazione su www.lorenzacorti.com/studenti-in-meditazione/

9. Devo credere in qualcosa per meditare?

No. Non è necessario credere in qualcosa di trascendente, in un Dio o in una divinità. È invece importante essere in contatto con la propria motivazione, per esempio, imparare a studiare con maggiore attenzione ed efficacia

10. Meditare significa cercare di svuotare la mente?

No. Lo scopo della meditazione non è smettere di pensare, ma diventare consapevoli dell’esperienza che si svolge nel momento presente. Quando scegliamo un’esperienza semplice, come il respirare, e vi riportiamo l’attenzione, può accadere che progressivamente i pensieri diventino meno insistenti e la mente più quieta e spaziosa

11. Non riesco a stare fermo e mi distraggo continuamente: la meditazione fa comunque per me?

Certo. Anzi, proprio quando c’è irrequietezza fisica o mentale la pratica può essere particolarmente interessante. All’inizio può sembrare difficile, ma con il tempo impariamo a riconoscere l’irrequietezza e a non seguirla automaticamente

12. Ho paura di sentirmi a disagio o giudicato mentre medito con altre persone.

È normale poter provare un po’ di disagio facendo qualcosa di nuovo. Meditare insieme, però, può farci sentire sostenuti dalla presenza degli altri. Se chiudere gli occhi ci fa sentire vulnerabili, possiamo tranquillamente tenerli aperti. Anche il disagio può diventare parte della pratica: possiamo osservarlo e chiederci che cosa stiamo provando, senza giudicarci

13. Quanto tempo bisogna meditare perché la pratica sia utile?

La meditazione è un allenamento: la regolarità conta più della singola sessione. È un po’ come allenare il corpo: con la pratica le capacità si sviluppano gradualmente. Partecipare all’incontro del lunedì e aggiungere, quando possibile, 5-10 minuti al giorno (magari prima di studiare) può essere un buon modo per costruire una pratica regolare

14. Leggo una pagina e la mia testa è già altrove. La meditazione può aiutarmi?

Sì. Nella meditazione alleniamo proprio la capacità di accorgerci che la mente si è distratta e di riportare l’attenzione all’oggetto che abbiamo scelto. Nello studio possiamo fare la stessa cosa: accorgerci che la mente è altrove e tornare a ciò che stiamo studiando

15. Apro il libro e dopo due minuti prendo il telefono. Posso allenare la mia attenzione?

Sì. La regolazione dell’attenzione è una delle capacità allenate dalla meditazione. Ma c’è anche un altro aspetto: spesso prendiamo il telefono perché mentre studiamo proviamo noia, fatica o disagio. La meditazione ci aiuta a riconoscere queste sensazioni senza dover reagire immediatamente. Possiamo accorgerci dell’impulso di prendere il telefono e scegliere se seguirlo oppure no

16. Ho mille pensieri in testa: come faccio a concentrarmi sullo studio?

Possiamo allenare la mente a rimanere su ciò che stiamo studiando, proprio come durante la meditazione la alleniamo a rimanere sul respiro. L’allenamento consiste nell’accorgerci che la mente si è allontanata e riportare gentilmente, ogni volta, l’attenzione al libro. Con la pratica, diventa più facile non lasciarsi trascinare da ogni pensiero che compare

17. Quando devo iniziare a studiare procrastino. La meditazione può aiutarmi?

Può aiutarti innanzitutto a capire cosa succede nel momento in cui rimandi. C’è noia? Ansia? Fatica? Paura di non farcela? La meditazione ci insegna a riconoscere pensieri, emozioni e impulsi senza reagire automaticamente. Con la pratica impariamo anche a stare più facilmente con il disagio e a rivolgerci a noi stessi con maggiore gentilezza, senza giudicarci perché stiamo facendo fatica. Questo può aiutarci a interrompere il meccanismo della procrastinazione e a iniziare ciò che avevamo deciso di fare.

Prova così: quando senti l’impulso di rimandare, fermati per un minuto. Porta l’attenzione al respiro e chiediti: che cosa sto provando in questo momento? Osserva ciò che emerge senza giudicarlo e prova a dirti: “Va bene, sto facendo fatica. Posso cominciare da una piccola cosa.” Poi inizia, anche solo per cinque minuti.

18. Studio molte ore, ma spesso non sono davvero presente. Cosa posso fare?

Studiare molte ore non significa necessariamente studiare efficacemente. La meditazione allena la consapevolezza: impariamo ad accorgerci di come è la nostra mente in quel momento. Sono ancora presente? Sto comprendendo? Sono stanco? Riconoscere il proprio stato mentale può aiutarci a regolare meglio anche il modo in cui studiamo

19. Meditare prima di studiare può essere utile?

Sì. Una breve meditazione può segnare il passaggio dalle attività precedenti allo studio. Fermarsi qualche minuto, portare l’attenzione al respiro e lasciare che la mente si raccolga ci aiuta a non portarci davanti al libro tutta l’agitazione di ciò che stavamo facendo prima. È un modo per preparare la mente allo studio, rendendola più presente, attenta e spaziosa

20. Meditare mi farà davvero studiare meglio?

La meditazione non è una scorciatoia e non sostituisce un buon metodo di studio. Allena però alcune capacità importanti per apprendere: attenzione, consapevolezza, regolazione delle emozioni e capacità di riconoscere le distrazioni. L’obiettivo non è semplicemente “studiare di più”, ma imparare a studiare con una mente più presente e consapevole

21. Mentre studio sento una forte ansia: la meditazione può aiutarmi?

Sì. La meditazione può aiutarci a riconoscere l’ansia senza esserne subito travolti. Impariamo a osservare come si manifesta nel corpo e nei pensieri, riconoscendone la natura transitoria. Non dobbiamo necessariamente farla scomparire: possiamo imparare a starci in modo diverso, senza lasciare che prenda il sopravvento. E, con una pratica regolare, possiamo sperimentare, nel tempo, una maggiore calma

22. Prima di un esame la mia mente va in tilt. Posso allenarmi a non farmi travolgere?

Sì, ed è importante farlo prima dell’esame, non soltanto nel momento in cui arriva l’ansia. La pratica regolare ci allena a riconoscere l’attivazione, i pensieri e le sensazioni corporee e a riportare l’attenzione al presente. Durante l’esame possiamo utilizzare la stessa capacità per ritornare alla domanda che abbiamo davanti

23. Se sono una persona molto ansiosa, meditare potrebbe farmi sentire ancora più agitato?

Può accadere che, fermandoci, diventiamo più consapevoli di pensieri, emozioni o sensazioni che prima non notavamo. Per questo non bisogna forzarsi. Si può iniziare con pratiche brevi, tenere gli occhi aperti e interrompere se l’esperienza diventa troppo intensa. La meditazione non sostituisce un supporto psicologico o medico quando questo è necessario

24. Sento di avere un sovraccarico di stimoli e pensieri. La meditazione può aiutarmi anche al di fuori dello studio?

Sì. I benefici della meditazione non rimangono confinati allo studio. Imparare a calmare la mente può aiutarci anche nella vita quotidiana e nelle relazioni. Ad esempio, dopo una giornata piena di lezioni, messaggi, notifiche e impegni, fermarsi qualche minuto e tornare al respiro può aiutarci a ritrovare calma e presenza

Prova così: metti il telefono da parte per un minuto. Chiudi gli occhi, se ti va, e porta l’attenzione al respiro. Non cercare di cambiarlo: senti semplicemente l’aria che entra e che esce. Quando ti accorgi di esserti distratto, torna gentilmente al respiro. Non devi ottenere nulla: anche solo fermarti e tornare al presente è già pratica.

25. Mi giudico sempre negativamente per come studio e per i risultati che ottengo. Cosa può fare la meditazione per questo?

La meditazione ci insegna a osservare anche i giudizi che rivolgiamo a noi stessi. “Non sono abbastanza bravo”, “avrei dovuto fare di più”, “gli altri sono migliori di me” sono pensieri: possiamo imparare a riconoscerli come tali, invece di identificarci immediatamente con essi. Questo può aiutarci a sviluppare un atteggiamento meno giudicante e più gentile verso noi stessi

26. Non sono mai soddisfatto dei risultati che ottengo agli esami. Cosa può fare la meditazione per questo?

Possiamo chiederci che cosa succede nella nostra mente quando otteniamo un risultato non soddisfacente. La meditazione ci aiuta a osservare questi meccanismi e il continuo desiderio che le cose siano diverse da come sono. Accettare un risultato non significa rinunciare a migliorare: significa partire da ciò che è accaduto, senza aggiungere automaticamente giudizio e insoddisfazione